I libri e le storie di Avery Lane
Risorgere dalle macerie: L'epico ritorno di Starfall
Mentre la mia auto si accartocciava contro il guardrail sotto una pioggia torrenziale, con il sangue che mi offuscava la vista, ho composto l'unico numero che contava: quello di mio marito, Claudio. Ma a rispondere non è stato lui. È stato il suo assistente, con voce gelida: "Il signor Volpi dice di smetterla con le sceneggiate. Non ha tempo per i suoi ricatti emotivi stasera." La linea è caduta. Pochi istanti dopo, mentre i paramedici mi estraevano dalle lamiere, ho alzato lo sguardo su un maxi-schermo. Claudio non era in riunione. Era in diretta TV, premuroso e preoccupato, mentre avvolgeva la sua giacca attorno alle spalle della sua ex storica, Angelica Reale. Tornata a casa dall'ospedale, ho trovato quella stessa giacca buttata sul pavimento. Nella tasca interna non c'era un biglietto di scuse, ma un'ecografia con il nome di Angelica. Quando l'ho affrontato, Claudio non ha negato. Mi ha riso in faccia, bloccando tutte le mie carte di credito. "Sei solo una decorazione costosa, Amalia," mi ha detto con disprezzo. "Senza di me sei un fantasma. Tornerai strisciando quando avrai fame." Pensava che fossi solo una moglie trofeo indifesa. Non sapeva che i milioni nel mio conto segreto offshore provenivano dalla mia carriera nascosta come la doppiatrice più ricercata del settore. Ho raccolto le mie cose e sono uscita. Quella notte stessa, ho inviato una registrazione anonima allo studio cinematografico che stava per ingaggiare Angelica. "Il sangue è carburante," ho sussurrato nel microfono. L'indomani, mio marito avrebbe scoperto che la nuova stella che stava per distruggere la sua amante ero io.
Troppo Tardi: La Rinascita Della Sposa Rifiutata
Sette anni fa, il mio fidanzato, il potente Don Dante Moretti, mi mandò in prigione per addossarmi la colpa di un crimine commesso dalla mia sorella adottiva, Chiara. Lo definì un dono per proteggermi. Oggi, il giorno della mia scarcerazione, mi ha riportata alla tenuta di famiglia solo per abbandonarmi sui gradini. Il motivo? Chiara stava avendo l'ennesimo dei suoi finti malori. I miei genitori mi hanno poi informata che avrei dormito in un ripostiglio polveroso al terzo piano, per non disturbare la fragile ragazza che mi aveva rubato la vita. Hanno persino organizzato una sontuosa cena di gala per festeggiare la sua guarigione, trattandomi come un fantasma. Quando mi sono rifiutata di fare da comparsa al loro teatrino, hanno iniziato a insultarmi apertamente. «È solo un'ingrata.» ha sibilato mia madre. «È sempre stata gelosa di Chiara.» ha aggiunto mio padre con disprezzo. Parlavano in spagnolo, proprio davanti a me, convinti che sette anni in un penitenziario mi avessero resa spezzata e ignorante. Non sapevano che la prigione era stata la mia università. Avevo imparato le lingue per sopravvivere. Avevo capito ogni singola, velenosa parola. Fu in quel momento che capii di non essere stata un sacrificio per il bene della famiglia, ma solo un oggetto sacrificabile. Quella stessa notte, nel buio del ripostiglio, ho aperto un canale criptato che avevo configurato anni prima. C'era un solo messaggio ad attendermi: "L'offerta è ancora valida. Accetti?" Le mie mani hanno digitato la risposta: "Accetto".
