i Ser
sso mormorio di voci, lo scricchiolio delle molle del letto. Giacevo nel mio letto, rigida come un cadavere, fissando ispro, ma il bruciore nei polmoni era una gradita distrazione dal fuoco attorno al mio collo. Fumai l'int
ala da pranzo, intenta a sorseggiare il tè
vano sui miei capelli massacrati e sul segno rosso e vivo sul
iele intriso di veleno. «Sarà anche la nostra festa di fidanzamento. Stavo pen
Mi stava chiedendo di pianificare l
"riunione di lavoro", con le nocche livide e un taglio fresco sopra l'occhio. Mi aveva trovata i
rò chiuso con tutto questo, Fina, quando tutti i miei nemici saranno spa
ricacciai giù, nel profondo del buco nero do
ce spenta. «Non mi occupo d
Dante. Guardò da me a Isabel
a l'aria, «non sono affar tuo.» Stava parlando
, con le guance che bru
dando?», pret
visto per la scuola.» La bugia venne facile. La finta lettera di ammis
o di violento possesso. Attraversò la stanza in due falcate, afferrandomi il mento
Seraphina. Se osi iniziare a farti vedere in giro con qualche sporco basta
errificante. La stessa gelosia che un tempo mi faceva se
elicata sul suo braccio. «Dante, tesoro, lasciala
ai all'indietro, con l'impulso irresistibile di toccarmi la mascella i
telefono vibrò. Era una notifica dal profilo social privato di Dante, un
impeccabile, lei uno splendido abito da sera, in piedi davanti all'imponente stemm
lia era di
ia re
e, facendomi perdere l'equilibrio. Quella parola. Regina. Aveva ucciso
anonimo che avevo creato apposta per questo scopo. Lo scrissi in latino, u
sit glori
la gloria
cellai il suo numero e cancellai ogni sua t

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