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Prigioniera del Re Alpha

Prigioniera del Re Alpha

5.0
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"Morirai per loro?" La voce del Re Alpha era così fredda da zittire l'intera sala. Althea conosceva la risposta ancora prima di dirla ad alta voce… non veniva da lei, ma dalle menti che le urlavano intorno. "Sacrificati e basta." "Tu non vali niente." "Dovresti morire per noi." Il suo dono, o forse la sua maledizione, le faceva sentire ogni pensiero carico d'odio, ogni supplica disperata. Eppure, anche allora, Althea si fece avanti. Scelse di proteggere i deboli, gli innocenti, gli unici che le avessero mai mostrato un po' di gentilezza… anche a costo della propria vita. Ma Gavriel Kingsley, il Re Alpha, non la uccise. Voleva qualcos'altro. Possederla. "Ora sei mia." La sua voce era poco più di un sussurro. "Come schiava?!" Il Re si lasciò sfuggire una risata bassa, lo sguardo scuro come la notte. "Come la donna che mi darà eredi."

Indice

Prigioniera del Re Alpha Capitolo 1 Moriresti per salvarli

"D-Dove mi state portando?!"

Le mani di Altea graffiavano la fredda parete di pietra, cercando disperatamente un appiglio. Ma era troppo debole, troppo minuta. I due uomini che la trascinavano non percepivano nemmeno la sua resistenza, la sollevavano come se non pesasse nulla.

Non sapeva da quanto tempo fosse rinchiusa in quella prigione buia in cui la Luna Mina l'aveva gettata. Il tempo aveva perso ogni significato mentre tutti, in superficie, si affannavano a fuggire dopo il messaggio di suo padre, che ordinava all'intero branco di scappare immediatamente. Il suo tentativo di spodestare il Re Alfa era fallito. E ora, l'ira del Regno della Luna si stava abbattendo su di loro.

"Vi prego...", mormorò, mentre la trascinavano su per le scale. Gli occhi le bruciarono per l'improvvisa luce del sole.

In superficie regnava il caos. Le torce ardevano feroci. Le fiamme divoravano i cottage. Urla e pianti squarciavano la notte.

Gli occhi di Altea si spalancarono per l'orrore. Il terreno era zuppo di sangue e c'erano cadaveri sparsi ovunque. Il branco di suo padre veniva sterminato.

Il cuore le sprofondò nel petto. Le mancò il respiro.

Non fece altre domande alle guardie, perché la risposta era già lì, davanti ai suoi occhi. Lo capì nell'istante in cui vide tutta quella distruzione — il loro branco era caduto. Suo padre non sarebbe mai diventato il nuovo Re Alfa. Ora non era altro che un traditore.

E lei... lei veniva trascinata a morire solo perché portava il suo sangue.

Altea serrò gli occhi e le sue spalle si accasciarono. La Luna Mina non l'aveva portata con sé. Erano scappati senza di lei, lasciandola lì ad affrontare da sola la furia del Re Alfa.

L'avevano abbandonata.

E ora andava incontro a una fine che non meritava.

Ma quando la trascinarono nel grande salone, ciò che vide le fece gelare il sangue.

C'erano tutti... la Luna Mina, le altre amanti di suo padre, i suoi fratellastri e persino i servitori che l'avevano abbandonata.

Tutti in ginocchio. A testa china.

In attesa.

Poi... un urlo. Un tonfo sordo.

Il corpo del suo fratellastro si schiantò a terra accanto a lei, mentre una pozza di sangue si allargava come inchiostro sul pavimento di marmo. Altea soffocò un grido.

Un uomo dall'aria familiare si fece avanti, il volto impassibile e la lama gocciolante. Pulì la spada sulla manica del fratellastro di Altea senza degnarlo di un secondo sguardo.

"Qualcun altro desidera scappare?", chiese, calmo, come se stesse parlando del tempo.

Nessuno si mosse. Nessuno osò respirare. Poi, il suo sguardo si posò su di lei. A giudicare dall'armatura rifinita in argento e dall'imponenza della sua presenza, non era una semplice guardia. Era, senza ombra di dubbio, uno dei guerrieri più fidati del Re Alfa.

'Gamma Simone', pensò Altea. Lo riconobbe perché, solo la settimana precedente, aveva fatto visita al loro branco per consegnare di persona un messaggio del Re.

"Questa è umana", sentenziò, squadrando Altea. "Non c'è bisogno dell'argento." Una guardia si avvicinò comunque per metterle le catene.

"Muoviti, sangue di traditore", ringhiò l'uomo, spingendola in avanti.

Altea inciampò. Rialzò lo sguardo, solo per un istante, incrociando gli occhi della guardia. I pensieri perversi dell'uomo la colpirono come uno schiaffo. 'È la più bella delle figlie dell'Alfa Caino. Ucciderla sarebbe uno spreco... Mi piacerebbe tanto portarmela a letto, prima. Chissà che sapore ha quando le...'

Altea distolse subito lo sguardo, con lo stomaco sottosopra.

Che fosse un dono o una maledizione... odiava quella sua capacità di sentire e leggere i pensieri delle persone attraverso il contatto visivo. Le aveva salvato la vita più di una volta, ma certe verità erano troppo disgustose da sopportare.

"Conoscete la legge", disse freddamente il Gamma Simone, lanciando un'occhiata ai membri del branco in ginocchio. "L'Alfa Caino ha commesso alto tradimento e la sua stirpe deve pagare."

"Se il resto del branco si sottomette, potrebbe essere risparmiato. Ma la famiglia del traditore...", lasciò che il silenzio si protraesse. "...Il suo destino è nelle mani del Re Alfa."

Tutti sapevano cosa significasse. Il Re Alfa era spietato, e c'era un solo destino ad attendere la linea di sangue di Caino... LA MORTE.

In quel momento...

"Il Re Alfa si avvicina."

Il silenzio calò pesante come un macigno.

Altea alzò di scatto la testa, ed eccolo lì. Gabriele Reali, il Re Alfa del Continente della Luna.

Entrò nel salone come una tempesta dalle sembianze umane. Alto. Le spalle larghe. Ogni tratto del suo corpo irradiava autorità. I suoi occhi grigi, taglienti e predatori, scrutarono la stanza senza lasciarsi sfuggire nulla.

Altea deglutì a fatica. L'uomo non aveva pronunciato una sola parola, ma il peso della sua presenza si era abbattuto su tutti nell'istante in cui aveva varcato la soglia. Il suo potere non aveva bisogno di essere annunciato. Saturava l'aria da solo.

Ad Altea mancò il fiato quando i suoi occhi incrociarono quelli del Re, anche solo per un attimo...

Ma non percepì nulla. Non lesse e non sentì alcun pensiero in quegli occhi tanto intimidatori.

Il suo dono, che non aveva mai fallito, per la prima volta venne meno.

'Perché non riesco a leggerlo?', pensò, col cuore che le martellava nel petto. Rendendosi conto di averlo fissato troppo a lungo, chinò rapidamente il capo.

"Sono tutti qui, Re Alfa", riferì il Gamma Simone. "Ad eccezione dell'Alfa Caino, di suo figlio Rocco e del suo Beta Lucio."

Gabriele continuò a non dire nulla. Camminava a passi lenti, gli occhi di ghiaccio che passavano in rassegna ogni volto, ogni bambino tremante, ogni donna in lacrime. Poi si fermò davanti alla Luna Mina.

La donna sbatté subito la fronte a terra, in un inchino disperato.

"Vi prego, Re Alfa!", singhiozzò. "Non sapevamo nulla del tradimento dell'Alfa Caino. Vi supplico, abbiate pietà! Faremo qualsiasi cosa! Risparmiateci!"

Silenzio.

Poi, la voce di Gabriele, profonda e glaciale, risuonò nel salone: "Moriresti per salvarli?"

Si levò un coro di sussulti, poi il gelo totale, mentre il viso della Luna Mina sbiancava.

"La punizione per il tradimento è la morte per tutta la stirpe del traditore", decretò Gabriele. "Ma concederò la grazia. A patto che una di voi si assuma la responsabilità."

Fissò la Luna Mina. "Una vita in cambio di tutte le altre. La tua."

La Luna Mina esitò. Le sue labbra si dischiusero, ma non ne uscì alcun suono. Altea non aveva bisogno di leggerle la mente per sapere a cosa stesse pensando, ma lo fece comunque...

'Perché dovrei morire io? Sono la Luna. Sono nobile. Importante. Quella ragazzina debole dovrebbe sacrificarsi. Che muoia lei!'

Poi le parole esplosero dalla bocca della Luna Mina, taglienti e cariche di veleno.

"Prendete lei!", strillò, puntando il dito contro Altea. "L'Alfa Caino sarà devastato se lei muore!"

La sua voce si spezzò, colma di disperazione. "Anche se si sta nascondendo, uccidere la sua figlia preferita lo distruggerà! Lei non è niente, solo una patetica umana nata da una schiava! Nessuno scatenerà una ribellione per la sua morte. Ma l'Alfa Caino? Lui soffrirà da impazzire. Ci tiene a quella bastarda più di chiunque altro!"

Altea rimase paralizzata mentre tutti gli sguardi convergevano su di lei.

"Prendete la sua vita al posto della mia! Era la preferita di Caino! La vera ragione per cui ha perso la testa! Uccidetela e fatela finita!"

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