img La Luna prediletta del Re dei Lycan  /  Capitolo 2 Prologo II | 50.00%
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Cronologia di lettura

Capitolo 2 Prologo II

Parole:1114    |    Pubblicato il:09/05/2026

di aver raggiunto l'ansa del fiume finché la radura non mi si aprì davanti. Senza

chissà chi nel branco. Non potevo permettermi che si acc

apevo perché, ogni anno, l'Alfa Lorenzo in persona si occupava de

rne mai incontrare uno. Il resto del mondo magico faceva da sfondo alla mia vita — distante e del tu

ssuto finché non mi tremarono le braccia. Con la rabbia che

re acuto e lancinante mi esplose sulla fronte, peggio di un'emicrania. Fu così inten

el branco, il sole stava

nsi quella inconfondibile dell'Alfa Lorenzo. Confusa, spinsi

, morm

tto il pomeriggio,

Ero all'ansa del fiu

ni?", mi fece e

cezza. "Nerina ha la fissa per il pulito. Si lament

nnuì, com

onsuetudine che l'Alfa impartisca la sua benedizione, pregando che lo s

si era ricordato del mio compleanno. I m

Alfa", su

morendo di fame", mi invitò Am

hi del bucato vicino alla porta e andai a occupare l'unico posto libero, accanto a Loris.

amberi, pancake, pasta e frutta. Mi ser

voce stucchevole. "Non fare la timida. A L

agire a quel palese affronto. Mancano meno di otto ore, mi ricordai. Potevo stringere i

gno sulla fronte?", doman

la testa

le s

la macchia ros

contrata con un ramo

uì, bevendo

e al branco, Loris si mise a trafficare con il telefono e Amalia cinguettava qualcosa di

le nuvole si stavano diradando, svelando

mi esplose sotto la pelle. Mi piegai

ta", mormor

istaccata, come se stesse dando istruzioni a un'estranea. "Spog

non aveva neppure mai alzato un dito per difendermi.

modo, o

mi squarciò la gola. Il vento si alzò, ululando nell'aria. Si addensarono neri nuvoloni carichi di tempesta e i fulmini presero a s

ontorcersi in angolazioni innaturali. Lo strazio era talmente assoluto che non potei far altro che restare stesa a terra, con le lacrime che mi rigav

l mio pelo dorato scintillare sotto la pioggia, con riflessi color champagne che danzavano sul manto

usare, vedere, udire e percepire l'ambiente ci

cqua. Vedevo ogni cosa. Lanciai un lungo ululato selvaggio verso la

. Mi fissavano come se mi foss

", sussurr

torio fecero qualche passo avanti con estrema

rso di loro, e tutti suss

razione è questa?"

le spalle, figlia mia

c'era che non andava? Perché

il mio riflesso i

il sangue n

lo a sconvolgermi. Al centro della fronte, spiccava un terzo occhio. L'orbita era nera come il vuoto as

mene conto, prima che l'oscuri

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