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La Luna prediletta del Re dei Lycan

La Luna prediletta del Re dei Lycan

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Capitolo 1 Prologo I

Parole:1353    |    Pubblicato il:09/05/2026

a tua stessa solitudine, sperando che qualcuno, chiunque, ti ascolti. Ma nel mio mondo, a rispondere era

partenevo a questo branco e, di certo, nemm

ciato dalla sua morte, l'ha seguita a ruota. Sono rimasta orfana prima ancora di poterne conservare un ricordo, o almeno così mi han

Per un po' — un periodo tanto dolce quanto crudele — mi trattarono come una figlia vera. Alm

n tempo mi cullavano si fecero fredde. Gli occhi che prima mi cercavano

lore e affetto. Imparai a cavarmela da sola — racimolavo gli avanzi dal frigo e mi ustionavo le m

ne la sua cameretta, sbattendo le mie cose nello sgabuzzino.

o e d'inverno mi si gelavano le ossa. Dormivo su un mucchio di

i in qualcosa di più triste. Non puoi perdere ciò che, in fondo, non è mai stato tuo. Man mano che

ra.

io diciottesi

o. Stanotte, sotto la luce della luna, il mio gene di lupo latente si sarebbe

rirmi nella Casa del Branco, trovare lavoro nella vicina città umana e iniziare a mett

iorò le labbra. Avevo aspettato

i muri dello sgabuzzino. "Sono le maledette ci

piro profondo. Tieni duro, Ner

e uscii. Eccola lì, affacciata alla ringhiera come u

ortava chi avesse torto o ragione. Le sc

issuto alle nostre spalle grazie al nostro buon cuore per tutti questi anni.

potevo mai fare che non fosse già

a amara che mi risa

re. Inizio subito

arebbe mai stata abbastanza.

are le nocche. Respira a fondo, N

deggiavano a ogni passo. Amalia era senza dubbio una bella donna, con quel viso a cuore e gli occh

al corridoio. Bussai piano — sapevo bene che non conveniva svegliarlo in modo brus

alancò. Loris se ne stava lì, con i capell

resto. Che diavol

s. Sono venuta a r

e ceste stracolme e mi sbatté la porta in faccia. Strinsi i denti. Erano passati solo sei giorni dall'ultima

ii la porta aprirsi di nuovo, poi qualcosa di pesante mi colpì dritta dietro

ù per le scale. Amalia se ne stava in salotto, sorseggiando comodamente la sua tazza d

atrice

ccai.

la Casa del Branco, passerà ad aggiustarla... più tardi. Nel

a di rendermi la vita un inferno. Non dissi nulla. Mi morsi l'interno della guancia con tanta forza da sentire il sap

mpiaciuto. Imprecai mentalmente e andai in cucina a cercare due grossi

non cadere a terra. Sospirai di sollievo, ma durò solo un istante — sentii un botto fragoroso proprio accanto

che penso", sibilò la voce di Amalia

era arriva

iedi, il suo palmo mi si schiantò in pieno viso, facendomi rimbalzare all'indietro contro il frigorifero. Sentii il dolore es

a tradimento, per lo shock

strillò. "Quello er

iace", s

usa! Le scuse non curano la tua stupidità! Rag

nalmente, non girò i tacchi e se ne andò. Mi asciugai le lacrime con l

ii barcollando. Presi il lungo sentiero che portava all'ansa del fiume

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