uto, colpendo Eclisse dritta negli occhi. Si svegliò all'is
ra vuoto. Il cuscino era per
e
rciò nell'enorme cabina armadio.
ettacolo d
Ambra l'aveva "aiutata" a fare shopping, dicendole che la famiglia amava le dichiarazioni audaci e
brata un clown.
no una tuta leopardata con strass. La stra
na di tulle
etta di l
l'armadio di quelle atrocità. Quando ebbe finito, una montagna
osto i suoi vecchi vestiti - quelli di prima
ritta e una camicia bianca, fresca e inamidata.
nti creme da notte che Ambra aveva insistito che usasse. La sua pell
i in una coda di cavallo alta e severa,
ù il giocattolo di un uomo ricco. Sembra
meriera sbirciò dentro, tenen
i. Poi guardò Eclisse, gli occhi che si spalancavano. Chi
pila. La sua voce era fredda e autoritaria. "Donalo.
La cameriera si a
che scivolava sulla ringhiera di mogano. I ritratti degli an
la sala
ola, un giornale spiegato,
china verso di lui, ridendo di qualcosa sul suo telefono. Ind
ettarono sul pavimento di
lzò lo
La fissò, lo sguardo che viaggiava dalla camicia bianca ai jeans alla coda di cavallo. Sembrava c
riso incollato sul vis
dò l'abbigliamento di Eclisse, poi il suo
oltre Ambra. Passò oltre il posto
volo - il posto opposto a Ca
e. Il suono raschiò contro
ò le gambe. Intrecci
a voce era calma, priva del tono d
nella stanza
fissando con un'intensità che le faceva form
se, sembri... diversa. Ti senti bene? Quell'abbiglia
o lo sguardo di Ambra. "Ho deciso ch
ome se fosse sta
giordomo in piedi vicino alla cred
sempre ignorata, scattò sull'atte
guardando. I suoi occhi scuri erano socchiusi,
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