Gli passo le dita tra i capelli, cercando di ignorare quanto sia bello.
"Che cosa ti ha fatto, di preciso?", chiedo. "Non me l'hai ancora detto."
"Non so come dirlo."
"Beh, comincia da qualche parte."
La mia pazienza si sta esaurendo. Sono qui da ore, a sacrificare il mio sabato per guardarlo andare in pezzi.
Non so perché si ostini a piangere, visto che la prossima settimana sarà comunque di nuovo nel suo letto. Fanno così ogni maledetta volta.
Dovrei essere più comprensiva, lo so. Ma dieci anni passati a guardarlo correre dietro alla stessa donna tossica tendono a logorare la compassione di chiunque.
"Delilah non tornerà, Sloane", dice. "Questa volta mi ha lasciato per sempre."
"Sai che è una bugia."
"È la verità. Si è fidanzata. Mi ha mandato questa partecipazione di nozze digitale, e sto pensando di passare il telefono nel tritacarne."
Questo mi sorprende davvero. Fidanzata? Delilah si sposa?
Finn si stacca da me e finalmente riesco a vederlo in faccia.
La barba incolta sulla mascella ha superato la fase sexy ed è diventata qualcosa di più selvatico. La maglietta bianca è sgualcita e macchiata di quella che potrebbe essere la cena di ieri. Non l'ho mai visto ridotto così, e questo è tutto dire.
Armeggia in cerca del telefono, le dita che tremano mentre accende lo schermo.
Poi mi caccia il telefono sotto il naso. Eccola lì: una nauseante partecipazione in oro rosa che annuncia, in caratteri svolazzanti, l'unione di Delilah Crestfield e di un tale Hunter. Tra otto settimane.
Il cuore mi salta qualche battito, un fremito mi si allarga nel petto.
Mi mordo l'interno della guancia per non sorridere. È la notizia più bella che senta da anni. Quella strega è finalmente, davvero, definitivamente fuori dai piedi.
"Povero piccolo", dico, sforzandomi di sembrare comprensiva. "Lo sapevi che si vedeva con un altro?"
"Voglio dire, è Delilah. Quand'è che è stata fedele?"
"Non hai tutti i torti."
Gli restituisco il telefono.
"Non riesco proprio a credere che mi stia lasciando, Sloane." Si lascia ricadere sul divano e fissa il soffitto come se potesse offrirgli una spiegazione cosmica.
"Faccio fatica a crederci anch'io", dico.
I miei occhi seguono la mascella marcata, le labbra, le ciglia incollate dalle lacrime secche. Negli anni ho imparato a memoria ogni centimetro del suo viso, catalogato ogni espressione. Questa è nuova: sconfitta totale e assoluta.
Vederlo così distrutto dovrebbe rattristarmi, e invece l'unico pensiero che riesco a formulare è: 'Questa è la mia occasione.'
Stanno insieme dai tempi del liceo, molto prima che io entrassi nella vita di Finn. A volte mi chiedo se la chiave della sua presa su di lui sia tutta lì: lo conosceva prima di me, quando era solo un ragazzo dal cuore fragile.
Ho visto Delilah tenerlo sulla corda, sapendo da sempre che sarebbe tornata per un altro giro. L'idea che l'abbia finalmente mollato è insieme elettrizzante e terrificante. E adesso che ne sarà di noi?
"Chi sono io senza di lei, Sloane?" chiede Finn.
"Sei Finn Hartley. Te la caverai." Allungo la mano per stringergli il ginocchio.
"Non posso stare bene senza Lila."
"Al mondo ci sono più di otto miliardi di persone, statisticamente. Scegline una nuova e basta."
"Statisticamente? Sei proprio una nerd."
Le sue parole fanno male. L'ha detto un milione di volte, le solite prese in giro sul mio lavoro di analista di cybersecurity, sulla mia passione per le nozioni più disparate e sulla mia collezione di romanzi di fantascienza vintage. Ma oggi mi colpisce in modo diverso.
Una nerd. Ecco tutto quello che sono per lui. Non una donna. Mai una donna.
Mi alzo di scatto, mi liscio i jeans e mi sistemo gli occhiali. Gli farò vedere io quanto so essere scatenata.
"Sai che c'è?", dico. "Andiamo in un locale a sbronzarci."
Finn mi guarda come se gli avessi proposto di rapinare una banca. "Vuoi andare in un locale?"
"Sì."
"Ci sei mai stata, in un locale?"
Si tira su a sedere, un po' di nebbia gli si dirada dagli occhi mentre mi squadra: la solita, banale Sloane nella sua divisa del fine settimana fatta di jeans e maglietta sbiadita di una band, capelli nel solito caschetto con la frangetta.
"Non proprio. Ma ci sarà da bere e da ballare. Scommetto che sarà divertente." Sembro più sicura di quanto non mi senta. La verità è che i locali sono il mio inferno personale: musica a tutto volume, sconosciuti sudati, drink a prezzi osceni. Ma camminerei sul fuoco vero, se servisse a far sorridere di nuovo Finn.
Un sorriso lento gli si allarga sul viso. "Ottimo", dice. "Hai ragione. Mi serve una distrazione." Si alza in piedi, improvvisamente carico. "Vado a mettermi qualcosa di adatto, poi passiamo da casa tua così ti togli di dosso qualunque diavolo di cosa tu abbia addosso adesso."
Mi guardo i vestiti, all'improvviso a disagio. "Che cos'ha che non va quello che indosso?"
"Niente, se stessimo andando al mercatino di libri della biblioteca." Sparisce in camera sua e grida da là: "Fidati di me, Sloane. Facciamo vedere a Delilah cosa si sta perdendo!"
Sprofondo di nuovo sul divano, già pentita della mia idea impulsiva. In che guaio mi sono cacciata?
~~~
Il locale è tutto quello che temevo, e pure peggio.
Il vestito che Finn ha insistito perché mettessi, ripescato in fondo all'armadio, un reperto del matrimonio di un cugino tre anni fa, è troppo stretto, troppo corto, e mi rende dolorosamente consapevole di parti del corpo che di solito riesco a ignorare.
Siamo qui da quaranta minuti.
Quaranta minuti passati a guardare Finn trasformarsi in qualcuno che riconosco a malapena, a buttare giù shottini al bancone.
Venti minuti fa ha rimediato una ragazza: una bionda alta e slanciata, con un vestito che sembra spruzzato addosso con la vernice. Amber. Si chiama così.
Me ne sto impalata a bordo pista, a centellinare una vodka soda annacquata, mentre guardo Finn e Amber strusciarsi in un modo che in pubblico dovrebbe essere illegale.
Lei ha la schiena contro il suo petto, le braccia alzate sopra la testa, le dita tra i suoi capelli. Lui le tiene le mani sui fianchi per guidarne i movimenti, la faccia affondata nel suo collo.
Mi viene la nausea. Mi sento stupida. Mi sento dolorosamente, vistosamente sola.
"Sloane?" mi chiama Finn. "Non puoi startene lì impalata. Balla!"
"Non sono capace!", gli urlo di rimando.
Amber mi guarda storto. "E allora perché sei qui?"
"Per tenere d'occhio il mio migliore amico."
"Come un chaperon?"
"Sì", rispondo. "Nel caso provassi a mettergli qualcosa nel bicchiere."
Finn sembra imbarazzato. "Non darle retta", dice ad Amber, stringendo di più il braccio intorno alla sua vita. "È una maniaca del controllo."
Amber sbuffa una risatina. "Più che altro sembra tua madre."
"Sorella maggiore sarebbe più appropriato", la corregge Finn.
Lo sguardo di Amber mi passa addosso in un modo che mi fa formicolare la pelle. "Però è sexy, con quella frangetta e gli occhiali da 'portami a letto'. Una nerd sexy."
Finn fa una smorfia. "Non è un'immagine piacevolissima."
"Ma dai. Non lo vedi?"
"Vedere cosa?"
"Non trovi stimolante la sua aria da nerd?"
Per fortuna Finn evita il mio sguardo. "Meno chiacchiere, più ballo."
"Dici sul serio? Non sei nemmeno un po' tentato di vedere Sloane nuda?"