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I MIEI PADRONI

I MIEI PADRONI

Autore: Mercy Kay
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Capitolo 1 EMILIA

Parole:1108    |    Pubblicato il:08/10/2026

mi batteva all'impazzata, in un misto di eccitazione e nervosismo. Ero da sola, non l'avevo

inquietante, ma sapevo esattamente cosa si nascondeva

l'unico tradimento visibile della mia agitazione. Cercavo

ata, facevo ancora in tempo a voltarmi e scappare. Eppure, sapevo che

vevo mai avuto l'occasione. O meglio, forse non era del tutto esatto. Mi ero trasferita in c

uella che fa ciò che vuole, che se ne frega delle opinioni altrui e delle conseguenze. Piuttosto ero la ragazza che non vuole farsi not

lando un "AL DIAVOLO" a caratte

i sarei decisa a entrare o meno. Forse era il caso di darmi

ti, uno degli uomini alzò una

andomi di allungarglielo con mano ferma. Non volevo

essera. "Hai rispettato il codic

minuto avevo optato per un completo che un'amica mi aveva regalato per sch

, facendo un cenno col mento verso il

onta a rinunciare alla mi

setto mi stringeva come una seconda pelle, mettendo in risalto la mia figura a clessidra — seno abbondante, sedere tondo e una vita sottile. Un reggicalze

ro, mi sentissi delusa o meno. Non ero abbastanza carina da meritare un secondo sguardo? D'altronde, sicuramente erano abituati a vedere co

alcosa di proibito, come se stessi mettendo piede in un mondo

delle persone. Il cuore mi andava a mille, ma non lasciai trapelare nulla. Sono una donna sicura di me e

stessa. Ero più una ragazza impacciata che non sapeva da che parte cominciare. Senza uno straccio di fidanzato alle spalle, ma solo

vo da quando avevo capito di volere qualcosa di più del sesso tradizionale. Ecco perché mi trovavo

rava di gran lung

plendida ragazza bruna, alta e snella, da diet

a porte aperte, giusto?", domandai, maled

natori di stasera. Sarà lui, o lei, a farti fare un giro e a rispondere a tutte le tue domande. Oh, e avrei bisogno anche del tuo telef

tacchi. Un brivido di freddo improvviso mi fece venire la pelle d'oca. Ebbi l'istinto di incrociare le braccia sul seno, an

non appena ebbe finito di appendere il

idoio. A ogni passo la musica si faceva sempre più fort

n riuscivo a crederci, mi sembrava di vivere in un sogno. Il ticchettio dei

iganti appese alle pareti. In fondo, c'era un'altra porta, anch'essa di rovere scuro come quella dell'ingress

avrei visto con i miei stessi o

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