rispetto al caos all'esterno. Era rivestito di m
nocche non diventarono bianche. Fissai il mio riflesso. Il m
ravo di una rabbia si
rta s
en
remuto un interruttore. Aveva un'aria compiaciuta. Si diresse con disin
di una falsa dolcezza. «Scusa per prima
erso di lei. «Pensi ch
«Tu hai il nome, Elena. Ma io ho lui. Ho il suo cuore. Ho le sue notti. E», si picchiettò il
Era patetica. Lottava per le bri
no l'istituzione. Quando si stancherà di te — e lo farà —, non sarai nien
trasse. La maschera s
to della dolcezza. «Mi dice che a letto sembri un pesce.
lo perché sei una
into e acuto che strideva
sciando deliberatamente un c
«Basta! Ti prego,
palancò quasi
a. Doveva averci se
singhiozzava. Vide me
sse successo. Non
cipitò
o a lei, con il panico nei m
petto, aggrappandosi ai suoi baveri. «Ha detto
Una bugia gof
o di me a quel punto. I su
e non va in
se mantenni il viso impassibile. Non aveva
, Dante», dis
eneggiata tra le sue braccia. «È terrorizzata! Credi che solo pe
'ho to
Mia tra le braccia, stringendola come
on voce di ghiaccio. «Trov
s
gno di un locale per portare l
tando il silenzio che si
la. I buttafuori mi guardarono
un autista
de. Pioveva leggermente. L'acqua si mescolava con la l
o dieci isolati. Le scarpe rosse mi st
acuto. Era reale. Mi rico
tta la strada f
rsa. Non grande. Solo l'essenziale. Il mio passaporto.
ni di diamanti che mi aveva regalato quella mattina. Li gettai nel
di fidanzamento.
della cucina. Accanto
na sola
ert
ccio. Cambiai il codice digitale in modo che
sul divan
sole sorgesse.

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