i Ser
i. Tutto il resto — ogni libro, ogni ninnolo, ogni capo di abbigliamento che Dante mi avesse mai comprato — lo sistemai in scatoloni. Chiamai un'impr
resto. Mi trovò nella mia stanza, che era già stata completamente svuotata, con un aspet
areti spoglie, con un lampo di qualcosa di ind
questo?
con voce ferma. «Sto donando
Sembrava distratto, con una profon
o è stasera», disse. Non era u
«Ci sarò. Per dare
ntendessi un addio alla mia infanzia, al mio posto come sua
disse prima di voltarsi e
rrideva, una vista rara e preziosa. Dante che dormiva sulla poltrona del suo studio. Dante di s
della foto del fidanzamento. Dante in piedi accanto a Isabella, una corona sul capo e un estr
na semplice dedica: Che il
chiudere
o compleanno, la notte prima della
rcò barcollando la soglia in cui non entrava da anni. I suoi occhi erano sf
icò, allungando le
i gelò. Pensav
raccia, con una presa disperata. Nascose il vi
e densa d'angoscia. «Perché n
ci accarezzarono i miei zigomi, il fantasma di una tenerezza
mi b
n bacio nato dall'odio verso se stesso e dal rimpianto. Aveva il sapore di un liqu
vano mai dalle mie. Fu una violazione. Un atto di profanazione sull'altare del mio amore morto. E per tu
abe

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