Audrey
ianco accecante della mia camera da letto mi fissava dall'alto. Il mio corpo doleva per un pulsare sor
apevo. Elliot? Assurdo. Un'allucinazione dovuta al dolore. Aveva sempre respinto qualsiasi cosa non rientrasse nella sua visione
iente di più, niente di meno. E rimarrai tale.» La sua voce era piatta, priva della confusione di pr
o logistico della tua famiglia, quello in cui ho investito e che ho ampliato sot
rata. Non gli avrei dato la soddisfazione di una ris
ranza: l'auto che mio padre aveva organizzato sare
o che passava aveva intaccato il mio spirito, erodendo la donna piena di vita che ero un tempo. Il dolore era un compagno costante, una fi
ra svanito. Sostit
l tutto, irrevoc
iata allo schermo e un tenero sorriso gli sfiorò le labbra
nò dal telefono. «La bambina! C'è qualcosa che non va! Sta san
di una rabbia terrificante, si fissarono su di me. «Demone!» ruggì. Mi strappò v
me un pazzo, con le gomme che stridevano, lasciando una scia di gomma sull'asfalto
i, con il viso perfettamente truccato rigato da finte lacrime. I
sue unghie mi graffiarono la guancia, lasciando segni rossi
di respingerla. «Controlla le telecame
cespicando, con il viso pallido e tremante. Cadde in ginocchio davanti a Jake, singhioz
il sangue.
dente, con la voce rotta. «Mi ha offerto una grossa somma di denaro per... per fare del male alla bambina, solo
cubo maligno, accuratamente orchestrato. «È una bugia!» u
radunata. «Mostro!» urlò qualcuno. «Come ha potuto?!» Un altro gridò: «Ri
ondati di odio. Richieste di boicottaggio. Il mio socio in affari, colui che aveva appena confermato il trasferimento, chiamò con la voce tesa
nti di Jada. Il labbro della neonata era gonfio, con un piccolo taglio visibile. Mi fissò, con gli occhi che ardevano di un in
da, aggrappandosi al suo braccio. «Ha cerc
care gli occhi dai miei. La sua voce scese a
erta soffocante, scese su di me. «No», piagnuc
ostringendomi ad alzare il mento. Il primo punto. L'ago mi trapassò il labbro, un dolore acuto, lancinante. Urlai, ma non uscì alcun suono. Solo un rumore roco, lacerante. Un altro punto. E un altro ancora. Il fil
stito bianco candido, in net
n voce fredda. «Non deve vedere niente. Non deve sentire niente. Non deve dire
silenzioso intrappolato nelle mie labbra cucite. La
e capire che non parlerà mai più, non vedrà mai più, non sentirà mai più se osa mettersi contro di me! Questo
ezzata, isterica. Pensai alle mie scelte passate. Al mio amore cieco. Alla mia folle speranza.
mato con tutto ciò che avevo. E lui mi

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