Scarica l’app
Cronologia di lettura

Capitolo 3

Parole:1778    |    Pubblicato il:17/09/2026

Audrey

ta, allontanando il tessuto delicato dalla mia carne bruciante. Mi graffiai il collo, il petto, cercando di toglier

rere. Dovevo arrivare a casa. Dovevo raggiungere una doccia. Al ritiro c'era il

bruciavano per il contatto, armeggiarono maldestramente con la chiave. Irruppi dalla porta, spogliandomi man mano che avanzavo, la

ustionata, uno shock che mi fece urlare, ma era un tipo diverso di dolore, un dolore purificatore. Rimasi lì,

per la precedente aggressione di Jake, pulsava in segno di protesta. L'esaurimento, fisico ed emotiv

io studio. L'ultima scatola. Conteneva vecchi album fotografici, lettere, cianfru

nte d'auto, prima dell'amnesia, prima di Jada. Sorridevamo in ogni foto, i nostri occhi pieni di un amore fiero e giovanile. Il cuore mi faceva male, una fitta profonda e vuota. Anche do

a pericolosa e autodistruttiva. Era finita

um, strappando le foto, riducendo a brandelli le lettere. Ogni strappo era

i del nostro passato. Le immagini dei nostri sorrisi si arricciarono e annerirono, trasformandosi in cenere. Face

ò con violenza. Jake era lì, con gli occhi spala

sul petto. La sua espressione cambiò, una scintilla di preoccupazione balenò nei suoi occhi.

cordo del suo disgusto, del suo violento ritirarsi d

ul catino. Le fiamme lambivano gli ultimi resti di una foto.

questo?" ringhiò, sferrando un calcio al catino. Le foto rimanenti si sparsero, alcune ancora fumanti. Ne afferrò

ciare le mie cose? Stai cercando di ricreare qualche fantasia contorta per ingannarmi?" I suoi occhi si fissarono sulle mie

r la sua precedente violenza, e strinse. Una

o finto! Stai cercando di incastrare Jada, vero? L'ha

essuno", ansimai, con le lacrime che mi

più stata in grado di darmi ciò di cui avevo bisogno. Ora hai cambiato registro? All'improvviso vuoi essere libera? Qual è il t

isico. Erano brutali, sprezzanti, del tutto prive di riconoscimento.

ione. Vuoi che lodi la tua bellezza, Audrey? Vuoi che ti dica quanto sei desiderabile?" Avanzò verso di me, con gli occh

ntre la mia pelle ustionata sfregava contro il copriletto ruvido. Mi dimenai, ma lui era troppo

ro, mentre un'ondata di terrore mi

tti di desiderio?" I suoi occhi percorsero il mio corpo, le ustioni, i lividi, con uno sguardo

e mi scorrevano lungo le tempie. Mi preparai

ò di protesta, ogni ustione, ogni livido divampò di dolore. "

", sogghignò con disprezzo. "Un posto

lico nell'angolo, una strana struttura simile a un tavolo, dotata di cinghie e vincoli. Il sangue mi si gelò nelle vene. A

a. "Lasciami andare. Firmerò qualsiasi cosa. M

Pensi che ti lascerò semplicemente allontanare dall'impero a cui sei legata legalmente?" Mi gettò sul freddo tavolo di metallo. L'impatt

a il mio corpo era debole, i miei movimenti goffi. L

occhi si spalancarono per l'orrore. Quello era un dispositivo che aveva progettato lui, un "misuratore di stress", lo chiamava, per

zione umana. "Tu sei mia moglie, Audrey. La mia moglie fantoccio", dichiarò,

una forza fredda e costrittiva. Poi, un dolore acuto, lancinante. Era una pressione che sembrava schiacciarmi gli organi, st

corpo si dibatté, ma i vincoli ressero saldi. Il dolore andava oltre q

anti a me, ma il Jake vivace e ridente dei tempi dell'università. Il Jake che mi stringeva forte quando ave

tica, e quel nome fu un sussurro d

pressione, un istante prima una maschera di piacere sadico, improvvisamente si allentò

che faceva spesso. Il sogno di una spiaggia inondata di sole, una donna dai lunghi capelli scuri che rideva e un

do le manopole. Il dispositivo emise un ronzio, poi si spense. Il dolore

alla, con la voce aspra per una nuova, inquietante urgenza. "Audrey! Audrey

o rimas

img

Indice

img
  /  1
img
Scarica l’app
icon APP STORE
icon GOOGLE PLAY