di E
e come un rasoio che penetrava la seta sottile del mio vestito, ma n
ibrò contro il p
o S
nella cerchia solo quando Chace aveva iniziato la sua ascesa fulminea. Era un
sp
l fumo. «È stato organizzato un incontro. Doman
iesi, con la voce rido
y ci ha contattati. Si fa carico del debito di tuo padre. E pre
tto. Mi ero venduta p
arò»,
metterci in imbara
al neon di una farmacia aperta 24 ore
ha
sul tasto di rifiuto, tremando
Onyx Club. Non r
nni ero stata la salvatrice designata. Ero quella che andava a prenderl
el mio petto. Se si trovava all'Onyx Clu
Dimenticai l'abito da sposa. Ricordai solo l'uomo
nte gettandomi all'interno
oro sguardi sorpresi. Spinsi le pesanti doppie porte, subito investita dai
on la voce inghiot
lo t
male. Non
n una bottiglia di vodka che gli dondola
di fronte a lui, con le gambe strette i
ui avevo cucinato i pranzi della domenica, uomi
i miei, e il suo ghigno si allargò. Non era un sorri
i con la bottiglia. «Ve l'avevo detto! Fed
scoppiaron
dal vento, il mascara che probabilmente mi scavava lacrime nere sulle g
dissi, con la voce appena udib
cchi pesanti. «Male a vederti fare il
con divertimento predatore, com
to una carta. Ma dato che è occupato...» Strofinò i fianchi contro d
dissi, giran
una frustata, bloccandomi i piedi. «Non manca
amente. «Stai mancando
zo di carte sparso sul tavolo. Ne
R
va il rumore. Puntò un dito curato verso di me. «Il
omo che mi aveva sempre guardata un po' troppo a lu
a' a toccarla. Solo un p
nciando un'occh
icandolo in silenzio
orso di vodka. «Karyn ha pescato il R
rmato. Sarebbe r
sorrisetto sulle labbra mentr
ertii, indietreggiando f
corciando le distanze. «Il pa
ryn, annoiata. «Se non vuoi giocare, bevi
vetro pieno di un miscuglio disgustoso di tutto c
da quattro soldi. Il tip
rdai Chace, che stava strofinando il naso contro
lui. Non era
ai il
lute», s
sco
uciava lungo tutta la discesa. Sa
ul tavolo, e il rumore
impressionato. «
i per an
ma che la gola com
morsa che mi schiacciava la trachea. Il petto mi si strinse co
le gambe che div
soldato, con la voce che s
pavimento era appicci
rare. Niente aria. A
ndo nella pelle, cercando di strappare via
alzarsi in piedi. Sembrava infa
er. Non sei
la sporcizia. L'oscurità strisciava ai bordi della
hace che mi guardava dall'alto verso il basso, non con preoccupazi

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