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Cronologia di lettura

Capitolo 3

Parole:1059    |    Pubblicato il:16/09/2026

ettica dell'antisettico e il

i a rallegrare l

pronta guarigione al

ico del monitor cardiaco, che sca

un pesante gesso, sollevata su un supporto

chiamata, con le dita ch

un momento dopo. Sembrava esa

iesi, con la voce che raschi

ttarono altrove,

fondo al corridoio», disse, lisciando inutilmente le lenz

oc

, ma la soffocai quando un'agonia

rotte. Lei a

ano c

tidolorifici», di

nuova dose», disse in tono di scusa.

ralm

rmò da un sordo indolenzimento a una creatura p

a pesante po

a il d

Da

ll'istante claustrofobica la piccola stanza d'ospe

ssa», disse senza pre

ce di elaborare t

inuò, facendo qualche passo verso i

urrai, con l'ingiustizia che bru

la mia gamba sollevata, con

abella è delicata. I suoi reni.

ontenitore di plastica da asporto sulla super

istorante di pesce che piace a Isabella. Lei non voleva gli s

ondensa sul

mb

i», dissi, volgendo di scat

una ruga comparve tra

etto che ti piacciono. Mi ha detto che stai so

ico che mi saliva nel petto. «La gola

pazio personale. Le sue mani strinsero la ringhier

po che le hai rovinato la serata. Lo mangerai. Con

pungente di aglio e crostacei rie

ia»,

scuri, esigenti e comp

ll'uomo che

un m

olo consumato energie che non avevo, feci

un b

scivolare come una p

nto, soddisfatto che la sua

osi la giacca del completo

i tacch

la porta scattò chiudend

alla gamba, saltellai su un pie

i le dita

mpletamente vuoto, finché non ebbi conati a

entemente mentre stringevo

edda sul viso, ansim

ire. Stavo

io e riuscii a lasciarmici cadere dentro, allo

l cortile d

gorgogliava al centro, l'acqua che

ile camice d'ospedale aperto sulla schi

rda un po

scatto

lussuosa vestaglia di seta, con un asp

me con passo l

etté ad alta voce, facendo scorrere le

e lo ha salvato», dissi a b

essione fredda e tagliente c

o», d

o, il suo profu

candele alla vaniglia che hai acceso per l

o si bloccò.

con la voce come seta velenosa. «Non vuole una

ietro verso le porte

uoi occhi che bril

ero stare più

passo

anciò in

mi s

cio ferito e mi st

a sedia a rotelle si

esante gesso mi trascinò giù, ancorandomi a ter

ella

di terrore penetrante,

Dante! A

etro nell'acqua b

andosi come se stesse anneg

pedale si spalan

nel cortile, con il viso rid

me a

a sbracciars

ece d

ciò che si aspe

gelosa che aggrediva la

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