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Cronologia di lettura

Capitolo 2

Parole:1053    |    Pubblicato il:16/09/2026

esso era socchiusa. Un nodo di angoscia mi stri

e soffuse proveni

gh Hooper. Ignatz era seduto sul tavolino di fronte a lei e le stava i

ttamente orchestrato. E io c

sorriso vacillò per un secondo,

nti che si spalancavano. Si rannicchiò immediatamente co

a voce, come se fossi un'intrusa. «Everleigh non si s

ospiti? Ignatz, questo è il mio appartamento. C'è il mio nome

solo per stanotte. Sai com'è fatta. Siamo cresciuti insieme, mi s

e di me che aveva sempre trovato delle scu

rometto», disse con un mormorio a

mplicemente e andai nella camera degli

di nuovo le loro risate, questa volta più forti, mescolate all

cambiarmi. Le lacrime che avevo trattenuto per tutto il

ella camera scricchiolare mentre s

Era Ignatz, con un

affossare il materasso con il suo peso

he c'è tanto da affrontare. Il bambino... ne avremo un

e l'avessi fatto. Si stava scusando per il disturbo, non per la cosa mostruos

cuto giunse dal soggiorno

al letto come se fosse s

o sogno!» si lamen

'altra volta, schizzò fuori dalla

e bassa e rassicurante risuonò lungo il corridoi

letto. L'odore di caffè e pancetta riempiva l'aria. Per un

rai in

lo, con addosso una delle sue costose camicie di seta e le gambe nude a penzoloni.

a pubblicità di un caffè. Io ero

ll'istante la sua espressione da cerbiatta spaventata, aggr

e da farsi sentire da me. «Voglio

disse Ignatz, voltandosi verso il fri

atteggiamento di Everleigh cambiò. La paura si dissolse, sostituita d

oce che era veleno sciropposo. «Mi ha detto che non ha mai voluto figli

i lavoro. Alzai di scatto la testa

«Io sono Everleigh Hooper. Mio zio è uno dei produttori più potenti di Ho

i quanto. Ecco perché Ignatz era così disperato di proteggerla. Non era solo am

o sgabello, accasciandosi sul pavimento. «Ahi! La mia cavigli

ra di furia. Vide me in piedi vicino a lei, vide lei sul paviment

hai che non

l'isola della cucina. Un dolore acuto e lancinante mi attraversò

terra, stringendo Everleigh tra le brac

hi pieni di un odio freddo e terrificant

balbettai, con il dolore ch

ssa voce, minaccioso. «Non osare toccarl

uori dalla cucina, lasciandomi lì in pi

lla pancia, con una preghiera sil

. E io ero appena stat

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