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Cronologia di lettura
Matrimonio lampo con il padre della mia migliore amica

Matrimonio lampo con il padre della mia migliore amica

Autore: Phoenix Wild
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Capitolo 1 1

Parole:1640    |    Pubblicato il:12/02/2026

lla mano di Eliza Solomo

ro il suo palmo, un riflesso perfetto di come si sentiva il

elice, no

ei diventasse la sventurata protetta della famiglia Hyde. Non erano solo i suoi tutori; erano gli amministratori dal pugno di ferro del patrimonio Solomon, una vasta fortuna a

parte tra la portata degli antipasti e il momento in cui Anson Hy

ù che felice. Sem

no poggiava sulla parte bassa della schiena di Claudine, le dita allargate in modo possessivo contro il tessuto bianco del

ante musica orchestrale e le si con

usava quando prendeva in giro le

riere, urtando la spalla di

bicchiere, inzuppandole il corpetto del

be come il caso di carità e arricciò il labbro in un ghigno

gno d'aria. Aveva bisogno di non essere lì, a guardare il ragazzo che deteneva le chiavi della sua gabbia dorata annunciare il suo fidanzamento con la

verso la biblioteca, t

degli Hyde in cui Eliza si fosse mai sentita al sicuro. Si chiuse alle spalle la pesante porta di

a porta girò sot

son. Si aspettava che entrasse e le dicesse di smetterla di fare scenate, di sor

riempì la sogli

ce della stanza. Era più alto di Anson, più imponente, con un'immobilità c

as K

ustries, l'uomo più potente della città, non si nascondeva nelle bi

viso. Notò la macchia di champagne sul suo vestito, le chiazze rosse sulle sue guance,

che lo faceva sembrare una statua scolpita nel granito —

ta, sigillando fuori

zoletto. Era di seta bianca, piegato in un qu

ssò. «Io...

voce era un rombo sordo, che vibrava

tre prendeva la seta. Una scossa di elettricità statica scoccò tr

lcosa di pulito, come pioggia sull'asfalt

trò attraverso il legno spesso dell

lendida fidanza

fisico dietro le ginocchia di

pì il p

per un uomo della sua stazza. Un attimo prima era a un metro di distanza,

a su senza sforzo, il suo braccio come u

i lineamenti di lui, ma poteva vedere l'intensità nei suoi occhi. Non la stava gua

via», s

perata, nata da un cuore spezzato e dall'improvviso, travolgente istinto che qu

dal marrone a qualcosa di quasi nero. La guardò dall'alto,

ertì. La sua voce era bassa, ruvida ai bordi. «Se esci

rigavano il viso, tracce calde sulla sua pelle

ascosta dietro un arazzo. Mosse il suo corpo per proteggerla dalle tele

h nera opaca ed elegante era ferma al minimo al marc

ava di pelle e isolamento. Sbatterono la portiera e il silenzio fu

llo nella console centrale. Non ci pensò. Versò semplicemente d

al suo stomaco vuoto,

a guardò. Strinse il volante così forte

voce leggermente impastata mentre l'alc

ia», diss

liza si sentì stordita, senza appigli. L'alcol si stava mescolando con

adre di Azalea. Apparteneva a una fam

role che le uscivano a fatica. «Ho bisogn

lo specchietto retrovisore. La s

ascensore fu un susseguirsi confuso di nausea da moviment

mani sulle braccia di lei sembravano calde a

ell'atrio, non sembrava un sa

mi», s

che seguì fu

iunque altro... quella era la scappatoia nel testamento di suo padre. Era la sua unica clausola di salvaguardia. Era l'istint

ne elettrica, carica di una tensione che f

le disse che

o. Digitò un codice, i segnali acustici forti nella stanza sile

l foglio sul tavolo d

ta, ma aveva il peso del martelletto

ttere a fuoco il foglio. Le parole si co

esse che se n'era andata. Voleva tagliare i ponti in mod

ra disordinata, uno scarabocchio

», sus

cadde con un tintinnio sul marm

deva di nuovo, sollevandola tra le braccia me

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