n chiamò Ava, con la voce
e lei… è caduta. Ha battuto la tes
eno un sussulto. Faceva tutto
va, con tono profession
e che ci vede sfocato. Devo
disse Ava
tro modo per riagganciarla, per
va funz
nsistito affinché lo raggiungesse lì, "per supporto"
ionata perfettamente sulla fronte, con un'aria pallida e f
a voce alta a un'infermiera, assicurandosi che Ava potesse
osi chiaramente una sua reazione. Ch
icemente lì, a b
Una lieve commozione cerebrale,
essinscena di sollievo,
a di controllo con te, Ethan», gli ricordò Av
questo è più importante. Chloe ha bisogno di me.» Si
tò ad annui
frantumi. Stava dando la priorità alla finta emergenza de
a notte, il tele
una foto. Da un n
. Un selfie, chiaramente scattato da
: «Si sente m
lò senza pens
cia di Ethan, sdraiata sul suo
cel
primo piano delle lo
cel
ad arrivare, una raffi
zo di Chloe, stava cer
pezzi, e che si stava ricostruendo in u
a da letto, con quell'unica scatola del
influenza. Era rimasto con lei per tre giorni di fila, a p
enuine. V
ata una recita? Parte
o le strinse
e ostentava la sua finta amnesia e
ero. Non per l'Ethan che stava perdendo, ma pe
enua che
one di una galleria d'arte. «Devi uscire. Vedere per
e, Ethan e Ch
, Chloe praticamente avvinghiata a Etha
dì accanto ad
o distacco si posava su di lei. Sembravano
risetto, poi si chinò e baciò Chloe, un ba
sguardo, dirigen
so un bicchiere di vino, una
a di
voce, quasi un ringhio. «Sei al
pietr
oi occhi furono limpidi. Il vecch
, la nebbia ritornò. O fu l
alcosa di sbagliato?» Fece un passo indietro, voltandosi ver
se Chloe, infilando il bra
uotendo la testa come per schiarirsi
a da Chloe, senza vol
rrore. O un'altra
a. E cominciava

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