i Ale
bagagli con le ultime cose che mi restavano. Stavo recidendo ogni singolo legame con la tenuta dei M
conto che no
ta catenina d'oro bianco con un unico, impeccabile diamante a goccia. Era il mio bene
mentre la paura iniziale si trasformava in un'ond
dove erano seduti Santino e Valentina. I miei occhi, af
al suo collo, con il diamante posato sulla pelle come un volgare trofeo. Un sorriso compiaciuto e
rrai, con le parole ch
per farle da scudo. «Alessia, piantala. Sono
sa di finta innocenza. Toccò delicatamente il
a collana. Sapeva cosa significasse per me. «Valentin
rirla, tirò semplicemente. La delicata catenina si spezzò. Lasciò cadere dalla mano quell'insostituibile cim
uo volto mentre l'eredità di mia ma
Santino. Questo era per la memoria profanata di mia madre. Mi mossi senza pensare,
giò nella stan
pì il viso. Santino mi aveva schiaffeggiata. Forte. La mia testa scattò di lato, con la
Aveva messo le mani addosso alla figl
a faccia a pochi centimetri dalla mia e gl
dai davvero, e vidi un estraneo. L'uomo che avevo sposato non c'era p
mente calma. «E giuro sulla tomba di mia madre che scatenerò un

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