eraphina
efinirono le quaran
ne raffermo e acqua tiepida perché mi rifiuta
ia partenza, mia m
riva di calore. «Una dimostrazione di
a camminare», mor
, sbottò lei. «Dante insiste. Vuole assicurarsi che
n vestito accollato sulla sc
convoglio.
no nella seconda. Io fui relegata nella terza, affiancata da d
e strada verso una
ino. La città scorreva vi
concessi un lusso pe
era. Vedeva il sangue filtrare attraverso il mio vestit
OO
o si di
Il vetro esplose versosbatté contro
o, schiantandosi contro lo spartitraffico
a, la cui fascia affondò nelle mie ferite f
ar
tendendo un
arabrezza in frantumi,
stata speronata da un camion pesante. Er
sua portiera
il sangue che gli co
ttorno
seggero a mani nude, con i m
uori I
dimenava, per
», ruggì lui.
curezza dei veicoli
sa davanti a
inclinata di lato, intrappolata dalmano, con le
», sof
mi g
i nostri sguardi
e il fumo alzarsi dal blo
a le sue braccia. Aveva un s
ltò la testa in avant
asci
nuo
dal motore stava div
», gridò una guardia
o un dipendent
hi secondi prima che il serbatoi
e ci scarav
to, a guardare le fi
urlavano in
ci invaser
nginocchiandosi accanto a me. «La pressione s
voce di mio padre
ra seduta su una barella e piangev
, ordinò ai soccorritori. «È l
na sta morendo», rib
Isabella!», abbaiò Dant
itò, poi si alzò e
fannarsi atto
e accarezzar
sciò ai margini
ico, ques
si il

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