eraphina
i stava diluendo in un
fino al midollo delle ossa, intorpidendo il fu
e lo avvolse attorno alle s
ndo il viso contro la solida parete del suo petto. «Ha detto
e si spostò. Guard
mio pesante gesso, ormai inzuppato d'acqua, agiva come un'a
i sapere. La sua vo
?» chiesi. I denti mi battevano così fo
bro. «Cercare di fare del male a tua sorella? D
i strappò dalla gola. «Mi usano per i pezzi d
a sua mascella
ll'acqua
lai contro le pi
mitò a guardarmi lottare come un inset
oltre il bordo di pietra calcarea della fontana. Crollai
i corsa, affiancati da una f
madre, sfrecciando oltre di
ire sul mio camice da ospedale. Ma cosa ancora più i
el mio spazio e
a nettamente superiore rispe
ietro. Il sapore metallico
la faccia paonazza di rabbia. «Ag
sussurrai attraverso
lla dal rifugio sicuro
, disse
iò il rumore come una lama. Fece un passo avan
Dante, con gli occhi privi di uma
ndo immediatamente il codi
a frigo
vraffollamento. Era mantenuto a una temperatura
che finalmente squarciava lo sh
sarci prima di tocc
uardie con un brusco
mi sollevarono di
spalla fratturata, acceca
concentrandosi interamente ad asciugare una
rso il labirinto di cor
e più pesante
d'acciaio. Il fetore chimico di
i giacevano immobili su scsogghignò la guardia
i colpo con un rimbo
u
soluto,
olandomi stretta per conservare qu
aderivano alla pelle
tivo il rivolo caldo e costante di sangue
forte g
mia mente tor
u una brandina, con gli o
do in cui trema
veva sussurrato, con la
i. Lo avevo stretto, premendo il mio corpo contro il s
tra i miei capelli. *«Sei l'uni
io pesto de
mi si gelò s
gliavi
no più
ente fredda

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