Elena
club di Chicago in cui la maf
dovuto e
o era nelle sale da tè e ai gala di benefice
tizzava con le ombre. I miei capelli erano racc
l divanett
va banco come
posato sulle
vestita
ia mi fece
di vodka stava al centro del tavolo, mezza vuot
ia puntò v
ascicò Marc
una lunga tirata di sigaro.
ntorno a
. «La principessa o l'aman
rivé si fece
do con un dito una linea sul pe
, espiran
arsi sentire dalle spogliarelliste. «Lei sta
iù a sé, string
a. Fa cose che Elena non s
te. Rauche
chiò, pavon
pato per il suo vec
«Non le resta molto tempo. Voglio
mossa, appoggian
oserò. Passerò la mia vita c
il cuore a Sofia. Se potessi, da
questa stanza. Ten
il bic
ncipessa!
essa!», fece
metri di dista
improvviso. Un lento, comp
uore. Quello se
a legata alle regole. All'esse
passo
uce del
ate mo
il bicchiere
do. Il sorriso gli
isse con vo
ai. Guardai
avevano condivi
i vodka sul tavolo. Ne versai una mis
incipess
utta
ispondeva al vuoto nel mio stomac
scatto, spingendo via S
non è... stavamo
bicchiere
rumore echeggiò come
soldato»
si b
ai dato un ordi
ai vers
gendosi la bor
, con voce piatta. «
i e me n
donne come m
binazione di fame e alcol mi colpì c
nò, come il ponte di
inghiera che non c'era,

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