e all'istante sentii ogni cos
na morsa da cui non potevo liber
gni si chiusero mentre mi
zz
rdere la testa a un uomo, esattamente come la stava perdendo la
un seno pieno che sembrava fa
nquanta, con lunghi capelli neri
hino, e il suono della sua voc
sarebbe stato sentirla ansimare, il mio nome ch
on calma, senza traccia di paura,
ente quel nome, nonostante la sfilza d
ai, la voce densa di u
plendidi occhi color nocciola. E per la prima volt
bestia. Era la stessa donna che Lucien mi a
rvarla a fondo, mentre lei restava lì, i
ile serrarsi delle sue mani, subito allent
omandai, facendo un passo verso di le
io lasciai sfuggire un suono di apprez
i paura
a risposta mi spiazzò,
cui vado a letto: nessuna è mai
tra sé, ma io la senti
ava pensare che io fossi un leone che ruggisce di continuo solo
fidando? Me
tornare ai nostri alloggi. Se non c'è altro che posso fare per te, v
sì in
la feci voltare e la tirai a me: fin
se non riuscisse a credere a ciò che vedeva. Per un istante qualcosa le balenò
uori a inumidire le labbra, e ogni pensiero razionale mi abbandonò di col
domandai, imprigionandola tra le
surrò, sfidandom
o adesso che l'unica cosa ch
ie labbra si abbat
**
era questo il piano. Il piano era farlo infuriare, disgustarlo abb
a lingua in bocca, rub
ora, non che
re, zigomi affilati come lame, una mascella così scolpita da parere di marmo. Le sue labbra, dea, quelle labbra, erano ferme, avide, e
mponevo di resistere, di ricordare perché fossi lì, perché non potessi pe
rso il tessuto sottile del vestito mentre le sue mani mi stringevano forte la vita
che sarebbe dov
ile. Ribelle. Tutt'al
era come se fossi ossigeno puro
risalendo fino al seno, pizzicandomi un ca
ontro il mio ventre, e non riuscii a tratt
che la morte avesse un
collo. Una mano mi stringeva il seno. Un calore umido si fece
ivo, la sua mano sul mio sen
na supplica perché si fermas
ò da terra, e le gambe mi si avving
imo, colmo di desiderio. Come una bes
r diventare i

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